Stimolare lo sviluppo del linguaggio nei servizi educativi per l’infanzia

Attività ludiche per parlare più agevolmente

La legge 170/2010 sottolinea che è compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia, attivare interventi tempestivi ad individuare i casi sospetti di disturbo di linguaggio e apprendimento

Il MIUR con il Decreto Ministeriale del 2013 Linee guida per la predisposizione delle attività di individuazione precoce nei casi sospetti di DSL E DSA, colloca nella scuola dell’infanzia il momento in cui far partire la rilevazione delle difficoltà, elencando gli indicatori di rischio nella storia biologica del bambino e nelle sue competenze.

Queste sono nello specifico: LINGUISTICHE, FONOLOGICHE , VISUO-SPAZIALI e ATTENTIVE

Da cui nasce la necessità di predisporre attività educative e didattiche mirate!

Non dimentichiamoci che:

– l’acquisizione del linguaggio deriva dall’azione combinata tra meccanismi innati del bambino e ambiente, in grado di fornire un modello adeguato

– lo sviluppo linguistico presenta fasi universali ma l’età e il ritmo sono individuali

– l’attenzione ad eventuali indicatori e campanelli d’allarme può essere determinante se si risponde con un intervento precoce

L’acquisizione del linguaggio è un processo complesso che prevede l’attivazione di molteplici abilità di natura non solo linguistica.

Possiamo suddividere le ABILITÀ PREREQUISITE in quattro macrocategorie all’interno delle quali è poi possibile individuare competenze specifiche:

  • abilità linguistiche
  • abilità comunicative
  • abilità visuo-motorie
  • abilità attentive
  • funzioni esecutive

Per poter stimolare l’arricchimento linguistico è necessario conoscere adeguatamente le diverse componenti del linguaggio:

  • livello fonetico-fonologico
  • livello semantico-lessicale
  • livello morfo-sintattico
  • livello pragmatico

La fonetica studia i suoni, ovvero i fonemi della nostra lingua, distinguendone i tratti fondamentali dell’articolazione; mentre la fonologia studia la modalità di selezione e di abbinamento dei fonemi per combinarli all’interno delle parole.

Il lessico costituisce il magazzino delle parole che ciascun individuo possiede, mentre la semantica fa riferimento all’organizzazione dei significati secondo categorie concettuali.

La morfologia studia le relazioni di fra i cambiamenti di forma e di senso delle parole, mentre la sintassi regola la combinazione delle parole nelle strutture frasali.

La pragmatica fa riferimento a richiamare l’attenzione dell’interlocutore, ripetere l’enunciato quando l’interlocutore non comprende il messaggio, rispettare i turni comunicativi e comprendere le diverse accezioni che una singola parola può acquisire.

Il LINGUAGGIO è il miglior predittore delle difficoltà di lettura, per questo è bene proporre ai bambini esercizi linguistici, ovvero “operazioni meta-fonologiche” sottoforma di giochi e attività ludiche stimolanti.

Alla base delle competenze metafonologiche  ci sono sia le capacità di percepire e riconoscere attraverso la via uditiva i fonemi che costituiscono le parole presenti nel linguaggio parlato, sia l’abilità di operare adeguate trasformazioni con gli stessi. Esse permettono al bambino di focalizzare la sua attenzione sull’aspetto acustico della parola e di elaborare e riconoscere il suono, agevolando la traduzione del fonema nella sua forma scritta (grafema).

Queste competenze hanno uno sviluppo importante dai 4 anni e 1/2.

L’acquisizione del codice scritto implica la necessità di acquisire ed elaborare correttamente elementi visivi, i grafemi, grazie a un processo di transcodifica che richiede l’attivazione di pattern motori, spaziali e visivi.

Le abilità visuo-motorie si riferiscono a un costrutto complesso costituito da diverse abilità:

  • percezione visiva = capacità di elaborare stimoli di tipo visivo
  • elaborazione spaziale = orientamento spaziale del singolo segno grafico
  • organizzazione motorio-prassica = programmazione di sequenze di atti motori

Altri prerequisiti sono le abilità attentive. L’attenzione è quel fenomeno per mezzo del quale elaboriamo quantità di stimoli che vengono ricevuti in qualsiasi situazione. Possiamo suddividere il sistema attentivo in:

  • arousal (allerta) = capacità di risposta alla comparsa di un segnale di avvertimento, mantenendo un adeguato livello di prestazione per un certo periodo di tempo
  • attenzione selettiva = capacità di selezionare solo una parte degli stimoli sensoriali in entrata inibendo i restanti
  • attenzione divisa = capacità di focalizzarsi su più stimoli contemporaneamente
  • attenzione sostenuta = capacità di mantenere una prestazione adeguata in compiti prolungati

Le funzioni esecutive costituiscono un sistema di controllo di tutte le abilità del bambino (linguistiche, motorie e attentive). Rappresentano tutte quelle funzioni implicate in situazioni che richiedono concentrazione e controllo volontario. Le tre funzioni esecutive di base sono:

  • l’inibizione, ovvero la capacità di evitare una risposta automatica
  • la memoria di lavoro, ovvero la capacità di tenere a mente ed elaborare un numero finito di informazioni per un breve arco di tempo
  • flessibilità cognitiva, ovvero la capacità di cambiare punto di vista o sistema di regole in modo elastico

Concludendo…  gli obiettivi di questo servizio saranno:

  • individuare in età prescolare i bambini con un basso livello di consapevolezza fonologica
  • discriminare i falsi positivi dai bambini a rischio
  • attuare laboratori di potenziamento fonologico

con particolare attenzione al bambino che (in relazione all’età)

  • confonde suoni
  • non completa le frasi
  • utilizza parole non adeguate al contesto o le sostituisce
  • omette suoni o parti di parole
  • ha un’espressione linguistica inadeguata

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